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(Italiano) Come scegliere un detersivo concentrato

October 6th, 2008

Abbiamo trovato dei detersivi ecologici concentrati da diluire.
Trovare un concentrato, ecologico o meno, è molto conveniente e rappresenta una strategia vincente per l’ecologia e l’economia.
Permette di risparmiare imballaggi inutili. Permette inoltre di riutilizzare gli spruzzini che normalmente ricompriamo e poi buttiamo, per quanto riguarda le ricariche da diluire e utilizzare a spruzzo.
Quando possibile è sempre preferibile scegliere imballaggi di cartone, il costo economico ed ecologico in fase di smaltimento è estremamente vantaggioso.

Importante anche valutare se esistono nella propria zona d’acquisto dei supermercati che vendono il detersivo a peso: si compra una sola volta il detersivo nel flacone di plastica, quando è finito si torna al supermercato con il medesimo flacone e lo si riempie. Si risparmiano soldi e imballaggi!
E’ un’azione importantissima per contribuire al riuso, eliminando inquinamenti e sprechi alla radice.
Essendo questo un progetto in via sperimentale, sono ancora pochi i supermercati che offrono una zona di “ricarica detersivi”, e chiaramente i detersivi in questione sono solo detersivi chimici. Per il momento. Se facciamo pressione con le nostre esigenze d’acquisto, il futuro lo possiamo costruire insieme.

da: biodetersivi@altervista.org

(Italiano) Come scegliere il dentifricio

October 6th, 2008

Gli amanti dei detergenti ecologici ormai sono tanti e fortunatamente molte aziende si stanno specializzando in questo tipo di prodotti. In verità c’è una vera e propria jungla e non è facile sapersi districare fra etichette difficili da comprendere a chi non ha una laurea in chimica, scritte “eco”, flaconi verdi e prodotti comprati in botteghe del commercio equo o negozi specializzati sul biologico.
Su uno di questi prodotti in modo particolare c’è un po’ di perplessità: il dentifricio. Esistono parecchie marche di dentifrici ecologici, realizzati cioè con materie prime naturali al 100% che non intaccano quindi l’ecosistema, che sono biodegradabili e che sono anche di un ottimo sapore. Il problema di questi prodotti è che costano cifre altine (5-9 euro a tubetto). Cercando di qua e di là mi sono reso conto che molte persone usano autoprodursi il dentifricio, allora ho provato anche io e devo dire che i risultati sono ottimi.

basterà acquistare in qualsiasi erboristeria un po’ di argilla bianca (ce l’hanno tutte le erboristerie, direi che per provare 100 grammi saranno più che sufficienti), ed un flaconcino di olio essenziale. Io l’ho comprato alla menta, tanto per vedere come mi sarei trovato con un gusto classico. Molti si lavano i denti solo con l’argilla, ma a me è sembrato opportuno aromatizzare un po’ il prodotto per non trasformare la mia bocca in una betoniera.

Quindi mettete in un vasetto l’argilla, poi metteteci dentro un po’ di gocce di olio essenziale (per 100 grammi 10-20 di gocce saranno sufficienti), ed il dentifricio è pronto all’uso: bagnate lo spazzolino con l’acqua, immergete la punta dello spazzolino nell’argilla in modo che questa si attacchi alle setole (mi raccomando non esagerate, di argilla ne va messa poca poca sennò l’effetto cemento è assicurato) e poi vi lavate i denti.

[...]

Alessandro Guardabassi

da: www.camminarelento.it

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(Italiano) Come scegliere le uova di Pasqua e le colombe

October 6th, 2008

Arriva la Pasqua e, come ogni anno, con essa tornano i classici prodotti dolciari, come le colombe e le uova di cioccolato. Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc, spiega ai consumatori come scegliere i prodotti migliori o, per meglio dire, come trovare il miglior rapporto qualità prezzo, sostenendo così anche i produttori di qualità.
Per questo occorre leggere l’etichetta che accompagna il prodotto, sottolinea Primo Mastrantoni, perché la qualità e il costo dipendono dalla composizione e dalla quantità di ciascun elemento. Una colomba, ad esempio, dovrebbe avere la seguente composizione in ordine decrescente: farina, uova, burro, zucchero, oltre ad altri componenti quali i canditi, mandorle, ecc. L’elemento che costa di meno è lo zucchero, per cui alcuni produttori ne aumentano la quantità, facendolo salire al secondo posto, altri aggiungono addirittura margarina od olio di semi. I produttori inoltre non sono obbligati a scrivere se il burro è fresco di panna o proveniente da siero di latte congelato, così come le uova possono essere fresche (meglio il tuorlo), in polvere o congelate. E’ evidente che è preferibile il burro fresco e il tuorlo di uova fresche, che spesso troviamo nei prodotti artigianali. Per quanto riguarda l’uovo di Pasqua è sempre la quantità di zucchero uno dei fattori che determinano la qualità. Secondo l’Aduc: “Il consumatore pensa di comprare cioccolata, invece compra primariamente.. zucchero! E a che prezzo!”. A tal proposito, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori ha fatto una indagine sui costi dell’uovo di Pasqua e “le sorprese” non mancano. La composizione media, per un uovo di cioccolato al latte che è quello più diffuso, è scritta sull’etichetta in ordine decrescente per peso o percentuale, e inizia con zucchero, burro di cacao, latte in polvere, cacao (30% circa), ecc. Quindi il primo componente dell’uovo pasquale è lo zucchero, che costa un decimo del cacao e che rappresenta mediamente il 50% del cioccolato al latte. Il prezzo medio di un uovo di Pasqua è di 40 euro al kg. L’anomalia dell’uovo di Pasqua è che la materia prima, cioè i componenti mangiabili, Aduc: scegliere uova e colombe pasqualirappresenta solo il 10% del prezzo finale, nel nostro caso l’uovo in sé costerebbe 4 euro, mentre il 90% del costo è dato dalla confezione, dalla sorpresa, dal trasporto, dai guadagni e dalle tasse. Al consumatore l’Aduc suggerisce, come per le colombe, di leggere l’etichetta e guardare l’ordine della composizione: “se al primo posto c’è il cacao, il prodotto è consigliabile, se invece trovano lo zucchero è bene lasciar perdere”.

da: www.jugo.it

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(Italiano) Come scegliere i biscotti

October 6th, 2008

La loro storia, nel territorio di Gaeta, nel Lazio vede la sua produzione sin dal Rinascimento come attività fiorente e particolare, che comprendevano anche le gallette, ossia biscotti di strutto, che potevano essere conservate per lunghi periodi, anche anni, vendute così alle navi di passaggio.

Con il progresso della tecnologia ha consentito all’industria di offrine una diversa gamma, al farro, al burro, al cioccolato, con confettura, al cacao, al limone,ecc. usati per la colazione o la merenda o per la preparazione di dolci come la sbrisolona o la zuppa inglese.

Gli ingredienti base sono zucchero, uova, farina, solitamente cucinati al forno, già nell’impasto base si sviluppano 450-500 calorie e molti lipidi, abbastanza digeribile se è ben cotto. Per gli obesi e gli intolleranti al glutine vengono prodotti biscotti appositamente studiati, così anche quelli per bambini che vengono arricchiti con sali minerali.

Biscotti artigianali

I biscotti caserecci sono prodotti artigianalmente, si dividono in due grandi categorie: dolci o salati. Per i biscotti dolci le varianti sono davvero tante, accompagnano anche ricette come la zuppa inglese dove è l’elemento fondamentale, con le mandole, con le nocciole, con il cioccolato, al latte, al cocco, ai cereali, quelli salati sono amalgamati con il formaggio, coperti di semi di sesamo o paprika, o alle erbe da servire come antipasto, al pepe rosa per l’aperitivo.

I biscotti possono essere realizzati di forma e grandezza differente a seconda dello stampino utilizzato anche in base all’uso, saranno indicati a forma di animali per una festa per bambini classici per un ricevimento.

Il dolce per eccellenza adatto ai bambini è la casetta di Hansel e Gretel da costruire con i biscotti e dolcetti vari anche se la preparazione richiede tempo e pazienza. Marmorizzati, con gelatina di miele, torta di biscotti, biscotti rustici sono tanti modi diversi per gustarli.

da: guidaacquisti.net

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(Italiano) Come scegliere i cosmetici

October 6th, 2008

Mentre negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso della “chimica nel piatto”, cioè delle sostanze chimiche che introduciamo nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, ancora scarso sembra essere l’interesse nei confronti dei numerosi composti chimici che penetrano nel nostro corpo attraverso i prodotti cosmetici.
Purtroppo la chimica di sintesi non risparmia nemmeno i cosiddetti cosmetici naturali, molti dei quali sono ottenuti con ingredienti non graditi ai Consumatori più attenti e consapevoli.
Tali composti sono spesso indicati in etichetta con nomi difficili ed impronunciabili che lasciano i Consumatori ignari di quello che stanno usando.
Da ormai alcuni anni l’Unione Europea ha reso obbligatorio dichiarare in etichetta tutti gli ingredienti, elencati in ordine decrescente di peso, secondo la terminologia INCI (Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici).
L’idea, in sé ottima, lascia tuttavia irrisolto il problema della corretta comprensione da parte del Consumatore, il quale, a meno che non sia in possesso di cognizioni tecniche specifiche, non riesce a comprendere compiutamente il misto di latino ed inglese della terminologia INCI.
Imparare a decifrare le etichette è il primo passo per riconoscere i cosmetici veramente naturali e poter scegliere consapevolmente cosa utilizzare sulla propria pelle e su quella dei nostri cari.
Negli ultimi anni un grande aiuto ai produttori ed ai Consumatori di cosmetici naturali è arrivato da organismi e associazioni di garanzia e controllo fra cui vanno citati:

AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica),
ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale),
COCONAT (Cosmesi Controllata Naturale),
CCPB (Consorzio per il controllo dei prodotti Biologici).

Da sempre attenti alla naturalità dei prodotti e alle esigenze dei Consumatori consapevoli, questi enti hanno il grande merito di aver stabilito regole chiare per le aziende che vogliono produrre cosmetici sani e sinceramente naturali, cosmetici, cioè, che rispettano non solo la pelle (bio), ma anche l’ambiente in cui viviamo (eco).
E’ questo l’obiettivo primario della Cosmesi Eco-Bio Compatibile.

da: ecobioplanet.blogspot.com

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(Italiano) Come scegliere il cibo per i cani

October 6th, 2008

Parte delle cure da riservarsi al nostro animale domestico riguarda la scelta del cibo più adatto alla sua struttura, alla sua età ed al suo stato di salute.
Sul mercato è presente una vasta scelta di cibo per cani che offre il corretto apporto di vitamine a seconda dell’età del cane e della sua taglia.
I tipi di cibo disponibili sono raggruppabili, per nostra comodità, in tre categorie: cibo secco, cibo umido, e cibi speciali, che rispondo a particolari esigenze dell’animale con problemi di salute o di peso.

Tipologie di cibo per cani

Esistono per esempio particolari cibi, preparati per rispondere al fabbisogno proteico e vitaminico di animali con problemi al fegato o di carenza di vitalità; è in ogni caso sempre opportuno sottoporre innanzitutto il cane ad una visita veterinaria al sopraggiungere di sintomi di malessere, il veterinario saprà poi consigliarci adeguatamente sul tipo di alimentazione da seguire.
Bisogna specificare che questi prodotti specifici hanno un prezzo superiore rispetto ai comuni cibi per cani, essendo preparati specifici ed arricchiti. Se il vostro cane invece è in perfetta salute potete scegliere tra una grande quantità di marche, sapori e formati.
Si, sapori: ogni cane ha i suoi gusti, e ciò che uno divora potrebbe rendere inappetente un altro, occhio dunque alla ciotola ed al tempo di permanenza della pappa di fido.

Cibi secchi o umidi

Cercando di orientarvi tra cibi secchi o umidi tenete conto che i cibi secchi sono da sgranocchiare, e sono dunque adatti a cani con una dentatura in piena salute: se il vostro amico ha già parecchi anni sulle zampe e i suoi denti cominciano a farsi deboli, facilitategli la vita e scegliete cibi morbidi e umidi.
Per quel che riguarda le marche su cui orientarsi, il mercato è talmente vasto che avrete una vastissima gamma di prodotti tra cui scegliere. Le case e le marche più note in questo campo sono la Bayer, la Eukanuba e il celeberrimo Chappi, prototipo del cibo per cani per eccellenza nella mente di molti.
Ricordate di variare gusti ed ingredienti del cibo prescelto, per garantire il giusto apporto di ogni sostanza nutritiva. Inoltre sono certa che il vostro amico a quattro zampe apprezzerà le attenzioni che gli dedicate e saprà ricompensarvi con tanto affetto.

da: www.guidaacquisti.net

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(Italiano) Come trascorrere il natale in sintonia con l’ambiente

October 6th, 2008

1. L’albero: La scelta ecologicamente più corretta è quella di usare abeti con radici, in vendita nei vivai autorizzati dal Corpo Forestale, dove è possibile chiedere informazioni per scegliere periodo, luogo e modalità migliori per trapiantarli dopo il Natale. Per garantire una vita lunga al vostro albero, sistematelo in terrazzo o in giardino o, nel caso non si disponesse di spazi aperti, posizionatelo lontano da eccessive fonti di calore e spruzzatelo spesso con acqua nebulizzata.
2. Gli addobbi: Sono consigliati ornamenti in materiali riciclati o naturali, come paglia, pigne, peperoncini, foglie secche, noci e piccole mele. Oppure si possono utilizzare come addobbi oggetti personali, come foto, peluche, disegni o altri oggetti riadattati all’occorrenza. I fiocchi di cotone al posto della dannosa neve spray completeranno l’opera.
3. Il presepe: Anche il presepe può diventare ecocompatibile. Evitate di raccogliere il muschio - elemento essenziale per i microhabitat del sottobosco. Potete comperarne quello coltivato, o sostituirlo con aghi di pino, carta muschiata e pietre rivestite di velluto per realizzare prati e montagne. Fondi e stelle di carta diventeranno il cielo e i cartoncini azzurri dei fiumi. Per ricreare specchi d’acqua usate piccoli specchi invece di sprecare carta stagnola che, pur essendo riciclabile, richiede l’uso di alluminio la cui lavorazione ha un forte impatto ambientale.
4. Le luci: Un Natale senza luci colorate non è un vero Natale. Per evitare un inutile ed eccessivo dispendio di energia, ricordate di spegnere sempre le luci dell’albero o del presepe prima di andare a dormire o quando non si è in casa. L’uso di prese multiple con interruttore favorisce il controllo di più punti luce: un piccolo gesto che può contribuire a ridurre il peso energetico delle festività.
5. I biglietti d’auguri: Sceglieteli in carta riciclata, facilmente reperibili in tutte le cartolerie. Un’idea innovativa può essere crearli in casa, utilizzando cartoncini colorati di diverse forme a cui applicare, petali, nastri, fiori e foglie.
6. I regali: Attenzione agli imballaggi. Evitate di acquistare prodotti od oggetti con imballaggi inutili o eccessivi. Per un’idea originale e personalizzata, invece, consigliamo di costruire in casa semplici oggetti da regalare, come portafoto in legno, pietre colorate da utilizzare come fermalibri, collage di fotografie, bracciali e collane con conchiglie. Ottima scelta quella che ricade sui tanti prodotti del “commercio equo e solidale”. Si va dalle proposte in carta riciclata come quaderni, blocchi per appunti, carta da lettera, buste ai prodotti etnici in materiali naturali di origine vegetale, come cotone, juta, vimini, legno e bambù.
7. I pacchetti: Scegliendo imballaggi essenziali e facilmente riciclabili, come carta e cartoncino, si può aiutare l’ambiente, personalizzando in maniera originale ogni regalo. Foulard, sciarpe, nastri di stoffa e fiori secchi possono a loro volta diventare imballaggi e decorazioni.
8. Lo shopping: Evitate di spostarvi con le automobili quando andate a fare gli acquisti natalizi. Usate invece i mezzi pubblici o la bicicletta. Contribuirete così a ridurre al minimo il livello dell’inquinamento atmosferico.
9. La tavola: Una tavola colorata, allegra, unica ma in perfetto stile “riciclabile”? Se possibile usare sempre stoviglie lavabili. Nel caso in cui non si possa evitare, scegliere piatti e bicchieri di carta e posate di legno certificato, acquistabili anche in internet nei siti rivenditori di materbi e altre stoviglie ecologiche. Evitate di usare la plastica. Realizzate i segnaposto con pigne, peperoncini, rametti e foglie secche. Profumate candele di cera d’api contribuiranno a rendere magica l’atmosfera.
10. I rifiuti: Dopo la festa, è il momento di riordinare la casa. Attenzione allora a separare accuratamente i rifiuti, dividendoli in vetro, carta, metalli, plastica e rifiuti organici. Vi sorprenderà la quantità di materiali riciclabili: i tappi di sughero possono essere riutilizzati come granulato isolante per la bioedilizia, il vetro riciclato per nuove bottiglie, vasi o flaconi, la carta, il legno e l’alluminio per nuovi prodotti.

legaambiente cefalù-madonie

da: www.cefaluinforma.it

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(Italiano) Come scegliere le uova

October 6th, 2008

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How to choose water saving articles

October 6th, 2008

A waterfall of saving! The flow adaptator for taps and showers allow a family to reduce daily water use of dozen and dozen of litres. And saving is also on the cost of water warming! With a handly intervention you can save up to 50% of water.
Screwing a flow adaptor is convenient and repays itself immediately!
Make your own test: as you will receive the flow adaptors, take a graduated recipient, open the tap to his maximum and look how many water drops in 10 seconds. After, screw the flow adaptor in your tap and repeat the action. You will see much less water in the recipient than before using the flow adaptor. As well the flow from your tap doesn’t seem to be weak, rather it seems richer.

BUY IT NOW!

Simple flow adaptor 2 euros

Shower flow adaptor 8 euros

Water closet reductor 8,80 euros

Basic set (kitchen + bathroom) 14 euros
(3 simple flow adaptor, kitchen sink, bathroom sink, bidet + 1 shower flow adaptor)

Basic set + wc reductor 21,50 euros
(3 simple flow adaptor, kitchen sink, bathroom sink, bidet + 1 shower flow adaptor + 1 wc reductor)

Two bathroom set 24,50 euros
(5 simple flow adaptor, kitchen sink, bathroom sinks x2, bidets x2 + 2 shower flow adaptor)

Two bathroom set + wc reductor 40,95 euros
(5 simple flow adaptor, kitchen sink, bathroom sinks x2, bidets x2 + 2 shower flow adaptor + 2 wc reductor)

How to choose drinkable water

October 6th, 2008

Stop drinking plastic bottled water! A composite structure filter allows to cut with plastic bottle (reducing plastic waste up to 95-98%) and to drink peacefully tap water.
This filter erase all disagreable smells and tastes caused from clorine and other impurity in the water thanks to active carbons. A thin copper net assures an antibacterical effect and stops all residuals in water subspension. It doesn’t alter water properties and saline content.
The filter cartridge included will last around 12 months (that means 5.000 litres per year, 13,5 per day, enough to satisfy each food need in a family).

BUY IT NOW:

Composite structure filter
with a cartridge and a litres counter 290 euros

Composite structure filter + tap
with a cartridge, a litres counter and a three way tap (for who won’t pierce the sink) 420 euros

Gas adder
(to have sparkling water) with 2 CO2 cylinder 240euros

Spare cartridge
to replace composite structure filter cartridge (12 months of water) 68 euros

Three way tap
(for who won’t pierce the sink) 195 euros

Litres counter
for composite structure filter 60 euros

Spare cartridge
to replace composite structure filter cartridge (6 months of water) 38 euros

Fair taps
For each sold filter Merci Dolci S.r.l and A.Q. System will donate 10 euros to two projects of social cooperation in Burkina Faso. Thanks to those contributes (and those of some fair trade shops) 10 wells for the irrigations of the fields were built in the region of Passore, in the nord of Burkina Faso.