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Come scegliere un detersivo concentrato

6 October 2008

Abbiamo trovato dei detersivi ecologici concentrati da diluire.
Trovare un concentrato, ecologico o meno, è molto conveniente e rappresenta una strategia vincente per l’ecologia e l’economia.
Permette di risparmiare imballaggi inutili. Permette inoltre di riutilizzare gli spruzzini che normalmente ricompriamo e poi buttiamo, per quanto riguarda le ricariche da diluire e utilizzare a spruzzo.
Quando possibile è sempre preferibile scegliere imballaggi di cartone, il costo economico ed ecologico in fase di smaltimento è estremamente vantaggioso.

Importante anche valutare se esistono nella propria zona d’acquisto dei supermercati che vendono il detersivo a peso: si compra una sola volta il detersivo nel flacone di plastica, quando è finito si torna al supermercato con il medesimo flacone e lo si riempie. Si risparmiano soldi e imballaggi!
E’ un’azione importantissima per contribuire al riuso, eliminando inquinamenti e sprechi alla radice.
Essendo questo un progetto in via sperimentale, sono ancora pochi i supermercati che offrono una zona di “ricarica detersivi”, e chiaramente i detersivi in questione sono solo detersivi chimici. Per il momento. Se facciamo pressione con le nostre esigenze d’acquisto, il futuro lo possiamo costruire insieme.

da: biodetersivi@altervista.org

Come scegliere il dentifricio

6 October 2008

Gli amanti dei detergenti ecologici ormai sono tanti e fortunatamente molte aziende si stanno specializzando in questo tipo di prodotti. In verità c’è una vera e propria jungla e non è facile sapersi districare fra etichette difficili da comprendere a chi non ha una laurea in chimica, scritte “eco”, flaconi verdi e prodotti comprati in botteghe del commercio equo o negozi specializzati sul biologico.
Su uno di questi prodotti in modo particolare c’è un po’ di perplessità: il dentifricio. Esistono parecchie marche di dentifrici ecologici, realizzati cioè con materie prime naturali al 100% che non intaccano quindi l’ecosistema, che sono biodegradabili e che sono anche di un ottimo sapore. Il problema di questi prodotti è che costano cifre altine (5-9 euro a tubetto). Cercando di qua e di là mi sono reso conto che molte persone usano autoprodursi il dentifricio, allora ho provato anche io e devo dire che i risultati sono ottimi.

basterà acquistare in qualsiasi erboristeria un po’ di argilla bianca (ce l’hanno tutte le erboristerie, direi che per provare 100 grammi saranno più che sufficienti), ed un flaconcino di olio essenziale. Io l’ho comprato alla menta, tanto per vedere come mi sarei trovato con un gusto classico. Molti si lavano i denti solo con l’argilla, ma a me è sembrato opportuno aromatizzare un po’ il prodotto per non trasformare la mia bocca in una betoniera.

Quindi mettete in un vasetto l’argilla, poi metteteci dentro un po’ di gocce di olio essenziale (per 100 grammi 10-20 di gocce saranno sufficienti), ed il dentifricio è pronto all’uso: bagnate lo spazzolino con l’acqua, immergete la punta dello spazzolino nell’argilla in modo che questa si attacchi alle setole (mi raccomando non esagerate, di argilla ne va messa poca poca sennò l’effetto cemento è assicurato) e poi vi lavate i denti.

[...]

Alessandro Guardabassi

da: www.camminarelento.it

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Come scegliere le uova di Pasqua e le colombe

6 October 2008

Arriva la Pasqua e, come ogni anno, con essa tornano i classici prodotti dolciari, come le colombe e le uova di cioccolato. Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc, spiega ai consumatori come scegliere i prodotti migliori o, per meglio dire, come trovare il miglior rapporto qualità prezzo, sostenendo così anche i produttori di qualità.
Per questo occorre leggere l’etichetta che accompagna il prodotto, sottolinea Primo Mastrantoni, perché la qualità e il costo dipendono dalla composizione e dalla quantità di ciascun elemento. Una colomba, ad esempio, dovrebbe avere la seguente composizione in ordine decrescente: farina, uova, burro, zucchero, oltre ad altri componenti quali i canditi, mandorle, ecc. L’elemento che costa di meno è lo zucchero, per cui alcuni produttori ne aumentano la quantità, facendolo salire al secondo posto, altri aggiungono addirittura margarina od olio di semi. I produttori inoltre non sono obbligati a scrivere se il burro è fresco di panna o proveniente da siero di latte congelato, così come le uova possono essere fresche (meglio il tuorlo), in polvere o congelate. E’ evidente che è preferibile il burro fresco e il tuorlo di uova fresche, che spesso troviamo nei prodotti artigianali. Per quanto riguarda l’uovo di Pasqua è sempre la quantità di zucchero uno dei fattori che determinano la qualità. Secondo l’Aduc: “Il consumatore pensa di comprare cioccolata, invece compra primariamente.. zucchero! E a che prezzo!”. A tal proposito, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori ha fatto una indagine sui costi dell’uovo di Pasqua e “le sorprese” non mancano. La composizione media, per un uovo di cioccolato al latte che è quello più diffuso, è scritta sull’etichetta in ordine decrescente per peso o percentuale, e inizia con zucchero, burro di cacao, latte in polvere, cacao (30% circa), ecc. Quindi il primo componente dell’uovo pasquale è lo zucchero, che costa un decimo del cacao e che rappresenta mediamente il 50% del cioccolato al latte. Il prezzo medio di un uovo di Pasqua è di 40 euro al kg. L’anomalia dell’uovo di Pasqua è che la materia prima, cioè i componenti mangiabili, Aduc: scegliere uova e colombe pasqualirappresenta solo il 10% del prezzo finale, nel nostro caso l’uovo in sé costerebbe 4 euro, mentre il 90% del costo è dato dalla confezione, dalla sorpresa, dal trasporto, dai guadagni e dalle tasse. Al consumatore l’Aduc suggerisce, come per le colombe, di leggere l’etichetta e guardare l’ordine della composizione: “se al primo posto c’è il cacao, il prodotto è consigliabile, se invece trovano lo zucchero è bene lasciar perdere”.

da: www.jugo.it

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Come scegliere i biscotti

6 October 2008

La loro storia, nel territorio di Gaeta, nel Lazio vede la sua produzione sin dal Rinascimento come attività fiorente e particolare, che comprendevano anche le gallette, ossia biscotti di strutto, che potevano essere conservate per lunghi periodi, anche anni, vendute così alle navi di passaggio.

Con il progresso della tecnologia ha consentito all’industria di offrine una diversa gamma, al farro, al burro, al cioccolato, con confettura, al cacao, al limone,ecc. usati per la colazione o la merenda o per la preparazione di dolci come la sbrisolona o la zuppa inglese.

Gli ingredienti base sono zucchero, uova, farina, solitamente cucinati al forno, già nell’impasto base si sviluppano 450-500 calorie e molti lipidi, abbastanza digeribile se è ben cotto. Per gli obesi e gli intolleranti al glutine vengono prodotti biscotti appositamente studiati, così anche quelli per bambini che vengono arricchiti con sali minerali.

Biscotti artigianali

I biscotti caserecci sono prodotti artigianalmente, si dividono in due grandi categorie: dolci o salati. Per i biscotti dolci le varianti sono davvero tante, accompagnano anche ricette come la zuppa inglese dove è l’elemento fondamentale, con le mandole, con le nocciole, con il cioccolato, al latte, al cocco, ai cereali, quelli salati sono amalgamati con il formaggio, coperti di semi di sesamo o paprika, o alle erbe da servire come antipasto, al pepe rosa per l’aperitivo.

I biscotti possono essere realizzati di forma e grandezza differente a seconda dello stampino utilizzato anche in base all’uso, saranno indicati a forma di animali per una festa per bambini classici per un ricevimento.

Il dolce per eccellenza adatto ai bambini è la casetta di Hansel e Gretel da costruire con i biscotti e dolcetti vari anche se la preparazione richiede tempo e pazienza. Marmorizzati, con gelatina di miele, torta di biscotti, biscotti rustici sono tanti modi diversi per gustarli.

da: guidaacquisti.net

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Come scegliere i cosmetici

6 October 2008

Mentre negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso della “chimica nel piatto”, cioè delle sostanze chimiche che introduciamo nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, ancora scarso sembra essere l’interesse nei confronti dei numerosi composti chimici che penetrano nel nostro corpo attraverso i prodotti cosmetici.
Purtroppo la chimica di sintesi non risparmia nemmeno i cosiddetti cosmetici naturali, molti dei quali sono ottenuti con ingredienti non graditi ai Consumatori più attenti e consapevoli.
Tali composti sono spesso indicati in etichetta con nomi difficili ed impronunciabili che lasciano i Consumatori ignari di quello che stanno usando.
Da ormai alcuni anni l’Unione Europea ha reso obbligatorio dichiarare in etichetta tutti gli ingredienti, elencati in ordine decrescente di peso, secondo la terminologia INCI (Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici).
L’idea, in sé ottima, lascia tuttavia irrisolto il problema della corretta comprensione da parte del Consumatore, il quale, a meno che non sia in possesso di cognizioni tecniche specifiche, non riesce a comprendere compiutamente il misto di latino ed inglese della terminologia INCI.
Imparare a decifrare le etichette è il primo passo per riconoscere i cosmetici veramente naturali e poter scegliere consapevolmente cosa utilizzare sulla propria pelle e su quella dei nostri cari.
Negli ultimi anni un grande aiuto ai produttori ed ai Consumatori di cosmetici naturali è arrivato da organismi e associazioni di garanzia e controllo fra cui vanno citati:

AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica),
ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale),
COCONAT (Cosmesi Controllata Naturale),
CCPB (Consorzio per il controllo dei prodotti Biologici).

Da sempre attenti alla naturalità dei prodotti e alle esigenze dei Consumatori consapevoli, questi enti hanno il grande merito di aver stabilito regole chiare per le aziende che vogliono produrre cosmetici sani e sinceramente naturali, cosmetici, cioè, che rispettano non solo la pelle (bio), ma anche l’ambiente in cui viviamo (eco).
E’ questo l’obiettivo primario della Cosmesi Eco-Bio Compatibile.

da: ecobioplanet.blogspot.com

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Come scegliere il cibo per i cani

6 October 2008

Parte delle cure da riservarsi al nostro animale domestico riguarda la scelta del cibo più adatto alla sua struttura, alla sua età ed al suo stato di salute.
Sul mercato è presente una vasta scelta di cibo per cani che offre il corretto apporto di vitamine a seconda dell’età del cane e della sua taglia.
I tipi di cibo disponibili sono raggruppabili, per nostra comodità, in tre categorie: cibo secco, cibo umido, e cibi speciali, che rispondo a particolari esigenze dell’animale con problemi di salute o di peso.

Tipologie di cibo per cani

Esistono per esempio particolari cibi, preparati per rispondere al fabbisogno proteico e vitaminico di animali con problemi al fegato o di carenza di vitalità; è in ogni caso sempre opportuno sottoporre innanzitutto il cane ad una visita veterinaria al sopraggiungere di sintomi di malessere, il veterinario saprà poi consigliarci adeguatamente sul tipo di alimentazione da seguire.
Bisogna specificare che questi prodotti specifici hanno un prezzo superiore rispetto ai comuni cibi per cani, essendo preparati specifici ed arricchiti. Se il vostro cane invece è in perfetta salute potete scegliere tra una grande quantità di marche, sapori e formati.
Si, sapori: ogni cane ha i suoi gusti, e ciò che uno divora potrebbe rendere inappetente un altro, occhio dunque alla ciotola ed al tempo di permanenza della pappa di fido.

Cibi secchi o umidi

Cercando di orientarvi tra cibi secchi o umidi tenete conto che i cibi secchi sono da sgranocchiare, e sono dunque adatti a cani con una dentatura in piena salute: se il vostro amico ha già parecchi anni sulle zampe e i suoi denti cominciano a farsi deboli, facilitategli la vita e scegliete cibi morbidi e umidi.
Per quel che riguarda le marche su cui orientarsi, il mercato è talmente vasto che avrete una vastissima gamma di prodotti tra cui scegliere. Le case e le marche più note in questo campo sono la Bayer, la Eukanuba e il celeberrimo Chappi, prototipo del cibo per cani per eccellenza nella mente di molti.
Ricordate di variare gusti ed ingredienti del cibo prescelto, per garantire il giusto apporto di ogni sostanza nutritiva. Inoltre sono certa che il vostro amico a quattro zampe apprezzerà le attenzioni che gli dedicate e saprà ricompensarvi con tanto affetto.

da: www.guidaacquisti.net

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Come trascorrere il natale in sintonia con l’ambiente

6 October 2008

1. L’albero: La scelta ecologicamente più corretta è quella di usare abeti con radici, in vendita nei vivai autorizzati dal Corpo Forestale, dove è possibile chiedere informazioni per scegliere periodo, luogo e modalità migliori per trapiantarli dopo il Natale. Per garantire una vita lunga al vostro albero, sistematelo in terrazzo o in giardino o, nel caso non si disponesse di spazi aperti, posizionatelo lontano da eccessive fonti di calore e spruzzatelo spesso con acqua nebulizzata.
2. Gli addobbi: Sono consigliati ornamenti in materiali riciclati o naturali, come paglia, pigne, peperoncini, foglie secche, noci e piccole mele. Oppure si possono utilizzare come addobbi oggetti personali, come foto, peluche, disegni o altri oggetti riadattati all’occorrenza. I fiocchi di cotone al posto della dannosa neve spray completeranno l’opera.
3. Il presepe: Anche il presepe può diventare ecocompatibile. Evitate di raccogliere il muschio - elemento essenziale per i microhabitat del sottobosco. Potete comperarne quello coltivato, o sostituirlo con aghi di pino, carta muschiata e pietre rivestite di velluto per realizzare prati e montagne. Fondi e stelle di carta diventeranno il cielo e i cartoncini azzurri dei fiumi. Per ricreare specchi d’acqua usate piccoli specchi invece di sprecare carta stagnola che, pur essendo riciclabile, richiede l’uso di alluminio la cui lavorazione ha un forte impatto ambientale.
4. Le luci: Un Natale senza luci colorate non è un vero Natale. Per evitare un inutile ed eccessivo dispendio di energia, ricordate di spegnere sempre le luci dell’albero o del presepe prima di andare a dormire o quando non si è in casa. L’uso di prese multiple con interruttore favorisce il controllo di più punti luce: un piccolo gesto che può contribuire a ridurre il peso energetico delle festività.
5. I biglietti d’auguri: Sceglieteli in carta riciclata, facilmente reperibili in tutte le cartolerie. Un’idea innovativa può essere crearli in casa, utilizzando cartoncini colorati di diverse forme a cui applicare, petali, nastri, fiori e foglie.
6. I regali: Attenzione agli imballaggi. Evitate di acquistare prodotti od oggetti con imballaggi inutili o eccessivi. Per un’idea originale e personalizzata, invece, consigliamo di costruire in casa semplici oggetti da regalare, come portafoto in legno, pietre colorate da utilizzare come fermalibri, collage di fotografie, bracciali e collane con conchiglie. Ottima scelta quella che ricade sui tanti prodotti del “commercio equo e solidale”. Si va dalle proposte in carta riciclata come quaderni, blocchi per appunti, carta da lettera, buste ai prodotti etnici in materiali naturali di origine vegetale, come cotone, juta, vimini, legno e bambù.
7. I pacchetti: Scegliendo imballaggi essenziali e facilmente riciclabili, come carta e cartoncino, si può aiutare l’ambiente, personalizzando in maniera originale ogni regalo. Foulard, sciarpe, nastri di stoffa e fiori secchi possono a loro volta diventare imballaggi e decorazioni.
8. Lo shopping: Evitate di spostarvi con le automobili quando andate a fare gli acquisti natalizi. Usate invece i mezzi pubblici o la bicicletta. Contribuirete così a ridurre al minimo il livello dell’inquinamento atmosferico.
9. La tavola: Una tavola colorata, allegra, unica ma in perfetto stile “riciclabile”? Se possibile usare sempre stoviglie lavabili. Nel caso in cui non si possa evitare, scegliere piatti e bicchieri di carta e posate di legno certificato, acquistabili anche in internet nei siti rivenditori di materbi e altre stoviglie ecologiche. Evitate di usare la plastica. Realizzate i segnaposto con pigne, peperoncini, rametti e foglie secche. Profumate candele di cera d’api contribuiranno a rendere magica l’atmosfera.
10. I rifiuti: Dopo la festa, è il momento di riordinare la casa. Attenzione allora a separare accuratamente i rifiuti, dividendoli in vetro, carta, metalli, plastica e rifiuti organici. Vi sorprenderà la quantità di materiali riciclabili: i tappi di sughero possono essere riutilizzati come granulato isolante per la bioedilizia, il vetro riciclato per nuove bottiglie, vasi o flaconi, la carta, il legno e l’alluminio per nuovi prodotti.

legaambiente cefalù-madonie

da: www.cefaluinforma.it

licenza disponibile su http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Come scegliere le uova

6 October 2008

Ecco una guida per scegliere le uova semplicemente leggendo un numerino stampato sull’uovo stesso (è il primo numero di una stringa alfanumerica).

0 = biologico (1 gallina per 10 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione).

1 = all’aperto (1 gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione).

2 = a terra (7 galline per 1 metro quadrato su terreno coperto di paglia o sabbia in capannoni privi di finestra e luce sempre accesa9.

3 = in gabbia (25 galline per metro quadrato, in posatoi che offrono 15 centimetri per gallina).

Come scegliere gli articoli per il risparmio idrico

6 October 2008

Una vera e propria “cascata di risparmio”: i riduttori/regolatori di flusso per rubinetti e docce permettono a una famiglia di diminuire di decine di litri di acqua il consumo giornaliero!
E non si risparmia solo sul consumo diretto, si risparmia anche sul costo di produzione di acqua calda.
Con un intervento molto semplice ed economico è possibile risparmiare fino al 50% dell’acqua calda e fredda!

Installare i riduttori conviene e si ripaga subito!
Le sperimentazioni su vasta scala, fra le quali il “Progetto Bagnacavallo” condotto da Legambiente, hanno confermato che ridurre del 40-50% il consumo di acqua da rubinetti e docce, come avviene con l’installazione dei riduttori, significa ridurre fino al 20% il consumo globale dell’acqua di un’abitazione (più del 50% è dato da lavatrici, lavastoviglie, gran parte degli usi di cucina, pulizia della casa, etc). Il che significa che i riduttori si ripagano da soli in pochi mesi!
Montando i riduttori di flusso ottieni veramente di portare un contributo al risparmio energetico e allo spreco delle risorse. Usi meno acqua, quindi meno acqua deve essere pompata per raggiungere casa tua e anche questa è energia risparmiata. E poi, quando si tratta di acqua calda, risparmi anche una parte di energia per riscaldarla.
Solo per questo risparmio varrebbe già la pena di installarli.

Fai tu la prova!!!
Appena ti arrivano i riduttori puoi verificare la loro efficienza grazie a un esperimento elementare. Prendi un recipiente graduato, apri il tuo rubinetto al massimo e tieni poi il recipiente sotto per 10 secondi. Verifica infine a che tacca è arrivata l’acqua. Ora avvita il riduttore di flusso e ripeti l’esperimento con il riduttore montato. In 10 secondi il contenitore si riempirà molto meno di prima, eppure il getto dell’acqua sembrerà altrettanto forte e ricco, anzi dà la sensazione di essere più forte.

ACQUISTA SUBITO:

Riduttore di flusso semplice 2€
Il riduttore per rubinetto, che viene inserito al posto del normale frangigetto, è un meccanismo piccolo ma estremamente raffinato: un sistema di frangiflusso in vari livelli frammenta l’acqua in minuscole particelle e la miscela con aria. Il volume del getto si mantiene corposo e confortevole, consumando circa la metà dell’acqua e garantendo il mantenimento della stessa pressione di uscita, malgrado la minore portata.
Se la pressione supera un certo valore, il riduttore agisce anche da regolatore, stabilizzandosi su una portata di circa 6 litri al minuto.

Riduttore di flusso per doccia 8€
Il regolatore di flusso per la doccia è invece un raccordo da 1/2 pollice che viene inserito tra la rubinetteria e il tubo doccia; utilizza il medesimo meccanismo del riduttore da rubinetto e garantisce una resa continua di circa 9 litri al minuto, indipendentemente dalla pressione di uscita.
Grazie alla valvola di non ritorno, ormai obbligatoria in molti paesi dell’Unione Europea, ma non in Italia, il regolatore svolge anche una funzione antiinquinamento, impedendo il reflusso nell’impianto idrico al momento dell’eventuale mancanza di acqua per chiusura dell’impianto di erogazione.

Chiavetta raschiatrice 1€
La chiavetta raschiatrice permette di mantenere sempre inalterata l’efficienza dei riduttori di flusso per rubinetto, salvaguardando potenza e morbidezza del getto ed evitando spruzzi incontrollati.

Riduttore per lo scarico del wc 8,80€
Basta appenderlo al tubo che controlla l’uscita dell’acqua e, agendo come peso, permette di dosare meglio lo scarico. Definirlo una tecnologia ecologica è un aggettivo decisamente pomposo, ma questo semplice e geniale strumento permette di risparmiare da 15.000 a 17.000 litri di acqua l’anno.

Conf. Base (bagno più cucina) 14€
composta da 3 riduttori semplici (lavandino cucina+ lavandino bagno + bidet) e 1 riduttore da avvitare nel flessibile della doccia.

Conf. Base con regolatore wc 21,50€
1 Riduttore WC + 3 Riduttori di flusso per rubinetto + 1 Riduttore di flusso speciale + chiave anticalcare.

Conf. 2 bagni più cucina 24,90€
5 riduttori semplici (2 lavandini + 2 bidet + 1 per la cucina) + 2 riduttori speciali doccia.

Conf. 2 bagni più cucina + 2 regolatori wc 40,95€
2 Riduttori WC + 5 Riduttori di flusso per rubinetto + 2 Riduttori di flusso speciali + chiave anticalcare.

Come scegliere l’acqua da bere

6 October 2008

L’acqua potabile erogata dai comuni è molto controllata.
Purtroppo manca di una etichetta che ne riporti le qualità minerali o oligominerali che siano, mentre indiscutibili sono l’odore del cloro ed eventuale saltuaria presenza di materiale in sospensione.
Queste le cause principali che ci hanno allontanato dal bere l’acqua di rubinetto. Ma non dimentichiamo che l’acqua potabile non solo è molto controllata, ma per molte sostanze la normativa impone criteri di concentrazione massima ammissibile (CMA ) piu ristretti rispetto le acque minerali imbottigliate. Oltre a questo, in base alle statistiche risulta che una famiglia di 4 persone consuma mediamente da 250 a 500 euro all’anno per acquistare l’acqua. Il risparmio che deriva dall’uso del filtro è presto calcolato.

Basta con la follia dell’acqua minerale in bottiglia!
Un filtro a struttura composita vi permetterà di eliminare l’acqua minerale in bottiglia (con una riduzione fino al 95-98% nella produzione di rifiuti in plastica) e bere l’acqua dell’acquedotto (rubinetto), che è buona, pura e controllata. Ha il solo difetto di avere un saporaccio dovuto al cloro.
Questo filtro è in grado di eliminare dall’acqua odori e sapori sgradevoli ed eventuale materiale in sospensione, restituendo all’acqua le proprie qualità organolettiche.
Il filtro è composito, cioè costituito da una base di carboni attivi che tramite l’assorbimento eliminano cloro, idrocarburi, tensioattivi, pesticidi e coloranti e da una fine graniglia porosa di rame, che ha effetto batteriostatico (i batteri non si moltiplicano).
E’ conforme alle norme sul trattamento delle acque potabili D.M. 443 del 21-12-90.
Trattiene le sostanze in sospensione fino a 0,5 micron e in base alle prove sperimentali eseguite ha dimostrato una totale efficacia depurativa per il cloro attivo e nei confronti di prodotti chimici quali fenoli, clorofenoli, ammine, che possono essere presenti, a bassissime concentrazioni, in acque potabili distribuite dalle reti urbane.
Non altera il contenuto salino dell’acqua e resiste molto bene all’azione del calcare.
Il filtro ha una cartuccia che dura 12 mesi garantendo 5000 mila litri l’anno di acqua filtrata, 13,5 litri al giorno, più che sufficenti per le necessità alimentari di una famiglia. La qualità della cartuccia è straordinaria e ha una portata di 300 lt./h. (Caratteristiche tecniche della cartuccia - Analisi effettuate)
Come si installa: La confezione è completa di 1 cartuccia, una testa in ottone a cui si applica la cartuccia e un rubinetto secondario da cui uscirà l’acqua filtrata (fredda).
Bisogna solo acquistare in ferramenta un raccordo a T per poter avere l’acqua fredda sia dal nuovo rubinetto, sia dal vecchio. Si tratta poi di eseguire una serie di collegamenti e forare il lavello per installare il nuovo rubinetto erogatore. Il filtro sarà poi installato sotto il lavello.

Il filtro a struttura composita è rispondente alla norma DECRETO MINISTERO della SANITA’ 21/12/1990 n° 443 che disciplina le disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili.
Approvazione Min. Sanità n° 400.4/18.10/1594 del 07/10/91.

ACQUISTA SUBITO:

Filtro a struttura composita
completo di 1 cartuccia e contalitri 290€

Filtro a struttura composita + rubinetto
completo di 1 cartuccia, contalitri e rubinetto a 3 vie (per chi non vuole bucare il lavello) 420€

Addizionatore di anidride carbonica
(per avere l’acqua frizzante) con 2 bombole di CO2 240€

Cartuccia di ricambio
ricambio per filtri a struttura composita Modello AQ10 (durata 12 mesi) 68€

Rubinetto a 3 vie
per chi non vuole bucare il lavello 195€

Contalitri
per filtro a struttura composita 60€

Cartuccia di ricambio
per filtro con contenitore di plastica bianco/blu (durata 6 mesi) 38€

Rubinetti solidali
Per ogni filtro venduto Merci Dolci S.r.l e A.Q. System (l’azienda da cui acquistiamo il filtro) doneranno 10 euro a due progetti di cooperazione sociale in Burkina Faso. 5 € a un progetto del CISV sulla conservazione delle acque e del territorio (volantino) e 5 € al Centro Ghélawé
Grazie a questi questi contributi (raccolti anche tramite le Botteghe del commercio equo e solidale), fino ad oggi sono stati costruiti 10 pozzi per l’irrigazione dei campi nella provincia di Passore’, nord del Burkina Faso. “L’acqua per l’irrigazione - spiega Alessandro De Marchi, del Cisv - e’ altrettanto importante di quella da bere, dato che la ripresa dell’agricoltura e della zootecnica e’ un’arma vincente per il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali”.