L’IMPONENTE ECONOMIA NAZIONALE E INTERNAZIONALE

Le esigenze del commercio al dettaglio delle molteplici realtà locali inducono a “riorientare” le nostre scelte… pur non rinunciando ai colossi della distribuzione

di Ernesto Bodini

É noto che da sempre, soprattutto in epoche in cui l’economia si è inevitabilmente “imposta” sui mercati internazionali, le esigenze del consumatore si sono fatte via via sempre più pressanti, peraltro anche a seguito del progresso teso a soddisfarlo ormai di quasi tutti i beni di consumo. All’inizio, e per molto tempo ci fu il baratto, poi venne la moneta metallica e cartacea quale primo ed immediato strumento di pagamento nella storia dell’economia, e da qui in poi, ricchezza e povertà (oltre ad infiniti episodi di sfruttamento) si sono avvicendati inesorabilmente. Ma oggi, sia pur con qualche riferimento al passato, la pandemia da Coronavirus non solo ha causato (e continua a causare) malati e decessi, ma anche molti problemi con ripercussioni sull’economia locale e internazionale. Ad esempio, notevoli sono i cali di consumo di ogni genere, ad eccezione dei primi beni di necessità come quelli alimentare e medico-sanitari; un processo incrementato dai colossi delle vendite (supermercati e vendite online), mentre le piccole realtà come gli esercizi commerciali e i mercati di quartiere di ogni città e paese, stanno soffrendo per la penuria di clientela incidendo notevolmente sul loro bilancio e, in non pochi casi, a rischio chiusura della loro attività… che in non pochi casi si è verificata. Per queste ragioni, peraltro note a tutti soprattutto ai governanti e gestori dell’andamento pandemico, a mio avviso sarebbe quindi “razionale” orientare i nostri acquisti in questo o quel negozio, piccolo o grande che sia, contribuendo così a “riequilibrare” sia il commercio al dettaglio (o “al minuto”) che l’economia in tutto il suo contesto. Il presente articolo vuole essere semplicemente un invito alla riflessione e presa d’atto della realtà che ci sta coinvolgendo, dando priorità ad ogni possibile provvedimento per prevenire e curare le patologie, ma nello stesso tempo volgendo lo sguardo a tutti quei commercianti che, con fatica e non poche rinunce, lottano per sopravvivere “difendendo” la loro attività e di conseguenza per soddisfare le nostre immediate esigenze a cominciare dai bene essenziali. Tale atto civico e, per certi versi “responsabile”, non solo è indice di altruismo che non ha nulla di retorico poiché va da sé che ai colossi della distribuzione non mancano e non mancheranno di certo le risorse e le opportunità per continuare ad esistere… Del resto, ben si sa che una verità come una ovvietà, non danneggiano mai una causa giusta, ma esse vanno dette nel momento più opportuno, e oggi, non è certo difficile stabilire quale è il momento più opportuno che l’obiettività e la coscienza di ognuno non possono negare!

L’immagine è tratta dal sito LAGONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *